I segreti dei vicoli di Genova

Post 11 agosto 2018

Al tempo delle Repubbliche Marinare, il "malaffare" a Genova si estendeva dalla Maddalena fino a Porta Soprana. Ogni 5 anni la via veniva appaltata ed essendo fonte di denaro doveva essere regimentata. Le "signorine" pagavano 5 genovini al giorno e, come lavoratrici, avevano il sabato libero. La domenica andavano alla messa rigorosamente vestite di giallo e, a S. Giovanni, seguivano la processione dietro l’effige della Maddalena, loro simbolo. Erano chiamate le donne delle candele perchè il tempo e quindi l’onere della prestazione era determinato da una tacca incisa su un cero.

(fonte: guidadigenova.it, la
vignetta è di Mordillo, l'acquerello dei vicoli di Genova di Luca Massone)



Post 12 gennaio 2018

Via degli Orefici. Prende il nome dalla corporazione degli orafi, che vi si erano insediati fin dal medioevo; ancora oggi la via ospita numerosi laboratori di oreficeria. Tra i numerosi sovrapporta che caratterizzano i palazzi del centro storico, si distingue quello al 47r. di via Orefici, forse il più noto tra i portali rinascimentali genovesi: attribuito ad un esponente della famiglia Gagini, il bassorilievo quattrocentesco raffigura l'Adorazione dei Magi.

All'angolo tra via Orefici e Campetto è collocata la copia di un'immagine votiva realizzata nel 1640 dal giovane pittore Pellegro Piola su commissione della corporazione degli Orafi (l'originale è conservato presso l'Accademia ligustica di belle arti). L' autore fu assassinato il giorno stesso dell'inaugurazione dell'opera, sembra per gelosia di mestiere.



Post 22 luglio 2017

...perché nessuno si senta straniero a Genova. La Commenda di Prè è un gioiello medioevale di singolare bellezza, costituito da un museo e due pregevoli chiese sovrapposte. Fu costruita nel 1180, per volontà di Frate Guglielmo dei Cavalieri Giovanniti - in seguito diventati Ordine dei Cavalieri di Malta - e divenne un luogo di assistenza per pellegrini e crociati in transito dalla Terrasanta.
Dopo quarant'anni di restauri, nel 2009 il Mu.MA ha riaperto al pubblico la Commenda allestendovi un “museoteatro” con il messaggio forte perché nessuno si senta straniero a Genova. Un allestimento multimediale anima gli antichi muri facendo rivivere i personaggi dell’ epoca medioevale con storie genovesi, latine, franche, musulmane ed ebraiche.



Post 9 giugno 2017

Questa bottega, aperta da oltre un secolo, e' una delle più suggestive dei vicoli. L’atmosfera è antica e unica. Intingoli, vasi, recipienti di vetro, cassettini e vetrinette. La drogheria Torielli è il regno di the, miele, infusi, prodotti naturali e spezie provenienti da tutto il mondo. Qui passato e futuro si sono felicemente incontrati, perché se da una parte si possono trovare i prodotti dell'antica arte speziale genovese, dall’altra sono disponibili gli ingredienti per tutte le cucine del mondo. Il bello del centro storico!



Post 1 giugno 2017

C'è un sarcofago di epoca romana, giunto a Genova nel Medioevo.

Si trova sotto l'archivolto del campanile della Collegiata di Santa Maria delle Vigne. Ed è circondato da misteri...

E' misteriosa la storia della lapide, che riporta la data di morte di Anselmo D'Incisa, 4 dicembre 1304, nobile genovese, grande medico (di Bonifacio VIII e di Filippo il Bello re di Francia), alchimista, astronomo e imprenditore ... ma lui era ancora vivo nel 1308, ci dice un atto di vendita di una casa. E poi il mistero dei quattro cadaveri all'interno, di cui uno femminile, l'unico certo, di Leonora Doria morta nel 1335, gli altri dovrebbero essere suo marito Pietro, Anselmo D'Incisa e suo figlio.

E poi ... tutte le date analizzate nel chiostro delle Vigne sono dei venerdì e lo era anche il 4 dicembre 1304...

Oggi la tomba è ancora lì, ma il sarcofago è stato sostituito da un calco e l'originale si trova nel Museo Diocesano.



Post 21 marzo 2017

I "caruggi", stretti e bui, creati ad arte per difendere la popolazione dalle orde degli invasori. Ogni angolo una storia, antica o presente.



Post 13 Dicembre 2016

In questi giorni e' stato portato a termine il restauro del Trittico dell'Adorazione dei Magi di Joos van Cleve, uno dei tesori più straordinari dei vicoli di Genova conservato nella Chiesa di San Donato. 

l'Associazione Culturale Giano ha deciso di dedicare una mattinata a festeggiare insieme la "rinascita" di questa splendida opera in compagnia di Antonio Silvestri, il restauratore che si è occupato del lavoro. Interverrà inoltre la Prof.ssa Maria Clelia Galassi, docente di Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Genova, specializzata in pittura fiamminga.

L'appuntamento, a ingresso libero, è fissato per sabato 17 dicembre p.v .alle ore 10 nella Chiesa di San Donato. Partecipate numerosi e diffondete!