Liguri nel mondo

18 giugno 2018

Dopo una esperienza cinquantennale a Genova, Luca e Ambra con la mamma Lilia hanno aperto a Gran Canaria (Mas Palomas) una gelateria fantastica. Se passate da quelle parti un saluto ligure è d'obbligo...



25 gennaio 2018

La vera divulgazione passa anche dai bambini, perche' significa che il messaggio e' chiaro e alla portata di tutti. Immaginiamo che debba aver ragionato in questo modo il nostro grande scienziato Alberto Diaspro, titolato responsabile dell'Istituto Italiano di Tecnologia, nonche' ambasciatore culturale dellla nostra citta', quando ha accettato di collaborare con Topolino, il fumetto piu' amato della storia! Date un occhio qui e ne scoprirete delle belle! W la divulgazione divertente!



31 ottobre 2017

La Liguria ha avuto 4 premi Nobel su 20 assegnati all'Italia. Eugenio Montale (letteratura), Riccardo Giacconi (fisica), Giulio Natta (chimica), Renato Dulbecco che ebbe padre ligure e madre calabrese (medicina). Niente male per una terra che a livello nazionale rappresenta il 2% (i liguri sono circa 1.500.000).
Sempre sul tema e' interessante ricordare che a Sanremo si trova Villa Nobel che dal 1890 fu la dimora del celebre industriale, chimico e filantropo svedese. A Sanremo lavorò a numerosi brevetti e redasse il famoso testamento con cui destinava la sua fortuna all'istituzione del Premio che porta il suo nome.
Liguria, una terra da Nobel !



26 ottobre 2017

I funghi erano uno dei prodotti più richiesti nelle lettere degli emigranti. Il motivo è semplice: erano poco deperibili, leggerissimi e portavano il profumo di casa oltreoceano con poca spesa. A Genova esiste un Archivio Ligure della scrittura popolare in cui si trova traccia evidente di questa usanza. I documenti raccolti dall'ALPS vengono oggi utilizzati per affrontare temi come i processi di alfabetizzazione e gli usi della scrittura, l’emigrazione, le due guerre mondiali, il fascismo in una prospettiva “dal basso”.



8 ottobre 2017

"I liguri sono di due categorie: quelli attaccati ai propri luoghi come patelle allo scoglio che non riusciresti mai a spostarli; e quelli che per casa hanno il mondo e dovunque siano si trovano come a casa loro. Ma anche i secondi, e io sono dei secondi, tornano regolarmente a casa e restano attaccati al loro paese non meno dei primi." Italo Calvino



7 ottobre 2017

Pochi sanno che durante la Prima Guerra mondiale migliaia di italiani residenti stabilmente dall’altra parte dell’Atlantico investirono i loro pochi risparmi per tornare in Italia a combattere. Sembra impossibile.
Nel 1915 Cesare Mainella, noto ritrattista, era un illustre cittadino italiano emigrato a Buenos Aires.
Nelle sue memorie scriveva: “Partii per l’Italia ai primi di dicembre, assieme a migliaia di italiani che abbandonavano lavoro ed anche la famiglia per andare a combattere. Sentivamo molto il richiamo della madre Patria”.
Nel film "Passaporto Rosso" del 1935 si racconta uno di questi “ritorni”.



30 settembre 2017

Un'occhiata all'atlante, ed ecco comparire diverse località dal nome Genoa. Solo negli Stati Uniti circa 23. Dalle poche case di agricoltori nella zona rurale nell'Arkansas, alla Genoa in Colorado con "ben" più di 200 abitanti. In Illinois c'è una Genoa il cui nome gli è stato dato dal soldato Thomas Madison nel 1835. Nel Wisconsin, nella Contea di Vernon, una Genoa bagnata dal grande Mississippi. C'è poi il sobborgo "Alameda-Genoa" a Houston, cittadina fondata nel 1892 e chiamata appunto Genoa per l'affinità climatica con Genova.
In Australia invece, nello stato Victoria esiste una piccola Genoa, derivata però da Genis, aborigeno che la tradizione descrive come un uomo buono capace di placare ogni genere di controversia (viva Genis!).
In Sudamerica sono 14 le località chiamate Genova. Sei si trovano in Messico, una fa la sua bella figura in Guatemala e fu fondata nel 1902 da alcune famiglie provenienti da San Martín Chile Verde ed emigrate a seguito dell’ eruzione del vulcano Santa Maria.



20 settembre 2017

Fu scrittore, partigiano, intellettuale di grande impegno civile. Capace di comprendere una realtà complessa, di tradurla e di riproporla in forma poetica. Italo Calvino nasce a Cuba nel 1923, il padre era di Sanremo e la madre di Sassari. La famiglia torno' in Liguria e qui trascorse la sua giovinezza. Nei mesi precedenti alla morte (avvenuta nel 1985), Calvino era intento a redigere le sue “Lezioni americane”. Da tenersi di lì a poco ad Harvard, il cui sottotitolo era “sei proposte per il prossimo millennio”. Lezioni in cui si va dalla leggerezza alla molteplicità, toccando l’esattezza, la visibilità e la rapidità.
« Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.» (Italo Calvino: Lezioni americane)



16 settembre 2017

Zenet oggi fa tappa a Gibilterra. I Genovesi di Gibilterra (italogibilterrini) sono una comunità radicata da secoli costituita da discendenti di genovesi e liguri. Nel censimento del 1753 i genovesi erano il gruppo più numeroso di popolazione civile di Gibilterra e il dialetto genovese era l'idioma più parlato. Alla fine dell'Ottocento la comunità genovese iniziò a non usare più il proprio dialetto, preferendo il Llanito (un misto locale di spagnolo e inglese, che contiene circa 700 parole prese dalla lingua ligure). Attualmente la popolazione civile di Gibilterra con cognomi genovesi (o italiani) si aggira intorno al 20% del totale.



post 4 settembre 2017

"Vivere a Tristan è diverso dal vivere in qualunque altro posto del mondo. Nel mondo esterno ogni persona ha un suo proprio mestiere, ma a Tristan non è così, ognuno ha mille mestieri e ne siamo orgogliosi. Io ho le mie cose qui e non vorrei vivere in nessun altro posto. Non c'è altra Tristan in nessuna parte del mondo". Harold Green, ex Capo Isola di Tristan da Cunha. In questa Isola di 300 abitanti vivono i discendenti di due naufraghi camogliesi. Andrea Repetto e Gaetano Lavarello che naufragarono qui nel 1892 e qui decisero di restare contribuendo alla nascita di una colonia unica.

 



post 14 agosto 2017

Il Comune di Altare, vicino a Savona, è famoso per l'arte della lavorazione deI vetro. Un'arte centenaria. Da Altare nel clima di incertezza del dopoguerra partirono un gruppo di tecnici vetrai e si trasferirono in sud America dando avvio a diversi laboratori del vetro.
In pochi anni, costruirono quattro vetrerie in Argentina e una in Brasile. I vetrai migranti, costituitisi in un gruppo organizzato denominato T.O.V.A. (Tecnici Operai Vetrai Altaresi), in cui erano rappresentate tutte le competenze necessarie, partirono dall’Italia nel settembre 1947, con destinazione l’Argentina, e nell’arco di soli 10 mesi realizzarono la loro prima fabbrica. Tra il 1954 e il 1979 ci fu un grande sviluppo, e a tutt’oggi è in pieno funzionamento la Cristalería San Carlos, fondata nell’ottobre del 1949: essa rappresenta, oggi, la più grande realtà argentina di lavorazione artigianale del cristallo.
Per gli amanti dell'arte vetraria segnaliamo il Museo del vetro di Altare.

 



post 2 agosto 2017

Dal 1850 al 1880 moltissimi furono gli emigrati liguri che si insediarono nelle contee Californiane dell’oro. Il loro patrimonio culturale fu determinante per sviluppare la regione. Abili nel lavorare la roccia aiutarono nella costruzione di strade attraverso le pareti dei canyon della Sierra dell’est dalle città del Nevada allo Yosemite. Le vecchie terrazze di pietra nei ranch odierni del “ paese dell’oro” e le sue strade sono un ricordo di questa tradizione culturale. Nella foto antica vedete sette sorelle giunte da Genova in California nel lontano 1853 . Ci piace immaginare che abbiano ispirato Hollywood in "Sette spose per sette fratelli", chissà...Segnaliamo anche la cittadina di Sutter Creek con una consistente presenza di minatori genovesi con tanto di "Genova Saloon".
"...in quei tempi i padroni non erano obbligati a fare niente per la sicurezza; i minatori andavano giù alla mattina e non sapevano se alla fine del giorno sarebbero usciti vivi da quel buco ” .

 



17 giugno 2017

L'amico Matteo, dall'Uruguay ci racconta la storia di Pepe Schiaffino. Uruguaiano di nascita, aveva impresso nell'animo l'inconfondibile codice della Liguria. Schiaffino è cognome battente bandiera genovese, della riviera di Levante e probabilmente da Camogli proveniva il nonno paterno. Sulla parsimonia "alla genovese" di Pepe Schiaffino si sprecano gli aneddoti. Memorabile quel che accadde proprio a Genova, prima di una partita a Marassi tra il Milan e i rossoblù di casa. Un sabato pomeriggio di vigilia, quattro passi distensivi lungo via Venti Settembre. Tira vento di tramontana, fa un freddo cane e Liedholm suggerisce: «Perché non prendiamo un caffé?». Nordahl e Schiaffino approvano, ma, sull'uscio del bar, Pepe viene colto da un atroce dubbio e domanda: «Paga la società, vero?». Deludente risposta di Nordahl: «No, Pepe. In questo caso ciascuno sborsa di suo». Estremo dribbling dell'uruguaiano più genovese dei genovesi: «Vi aspetto fuori, il caffé mi rende nervoso».

Pepe dipinge partite straordinarie, pennella calcio e le tifoserie avversarie gli dedicano ovazioni spontanee. Non insegue la palla, è la palla che corre verso di lui. Scriverà Gianni Brera: «Forse non è mai esistito regista di tanto valore. Illuminava e inventava gioco con la semplicità che è propria dei grandi. Aveva innato il senso geometrico, trovava la posizione quasi d'istinto».

Il Milan del Pepe vince tre scudetti e Schiaffino arriva a vestire la maglia azzurra. E' il periodo dell'apertura agli oriundi e il nonno ligure di Juan Alberto è il miglior passaporto per la nazionale italiana.



27 Maggio 2017

Cosí scriveva, nel 1930, de Souza Reilly a proposito della Boca, il quartiere “genovese” di Buenos Aires: non appena giungiate alla Boca del Riachuelo, i vostri cinque sensi vi grideranno all’orecchio come un capostazione: Genova! 

Una Genova in miniatura, popolata da marinai e pittori, massaie e prostitute, poeti vernacolari e contrabbandieri, commercianti e compositori di tango. Un quartiere in cui l'immigrazione Ligure aveva imposto pacificamente l'uso del dialetto genovese.

Sostengono, i bochensi odierni (detti "xeneizes") che questi immigrati formassero comunità utopiche ove la povertà era dignitosa, e ove regnavano solidarietà, amicizia e ordine assoluto.

Nel 1882 gli abitanti della Boca si autoproclamarono Repùblica de la Boca, issando la bandiera di Genova e costituendo un territorio indipendente dall'Argentina. Il generale Julio Argentino Roca assieme al presidente della Repubblica, dovettero intervenire personalmente a parlamentare con i rivoltosi per costringerli ad ammainare la bandiera di Genova e risolvere il pittoresco conflitto.



17 aprile 2017

Riceviamo una bella storia da Pablo Canessa da Batán, dalla provincia di Buenos Aires. Grazie Pablo!!!

“Ciao a tutti ragazzi!!

Mi chiamo Pablo Alberto Nicolas Canessa. Abito in Argentina e ho 32 anni. Le mie radici sono liguri come voi.

Prima di tutto, porto il cognome CANESSA (proprio di Rapallo); secondo, il mio trisavolo, Luigi Canessa (1865-1941) è nato in Italia. 

La registrazione del battesimo di Luigi si trova a Rapallo nella Parrocchia di Ss. Gervasio e Protasio di Rapallo

Con quel "atto di nascita" di Luigi, posso ottenere la mia doppia cittadinanza  

Da due anni sto anche imparando la lingua italiana nel Centro Pugliese Marplatense . 

Vi mando la foto di mio nonno, dei mio compagni del corso di lingua italiana e dei miei meravigliosi zii (Esther e Jose Canessa - il nipote di Luigi-). Sono una coppia meravigliosa e vivono a Mercedes nella provincia di Buenos Aires dove hanno una salumeria .

Un abbraccio forte a tutti i liguri nel mondo e Zenet !! “



25 marzo 2017

Davide Bellatalla, è un antropologo spezzino, già docente alla Uwa University of Western Australia . Ricercatore all'Accademia delle Scienze in Mongolia. Ha effettuato numerose ricerche etnografiche nel Centro e Sud America, in Asia e in Australia. Qui di seguito una sua intervista. Il progetto che sta seguendo in Mongolia è veramente forte!



29 gennaio 2017

Il Boca Juniors fu fondato lunedì 3 aprile 1905 dai giovani di origine italiana Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Juan e Teodoro nel quartiere Farenga della Boca a Buenos Aires, abitato allora prevalentemente da emigranti genovesi (da cui deriva Xeneizes, il soprannome della squadra); Esteban Baglietto, primo presidente del Club, proveniva da una famiglia molto umile di origini genovesi;
Il Boca salito nella prima divisione nel 1913 è l'unica squadra del campionato argentino a non essere mai retrocessa. Una storia ricchissima di premi e di vittorie. Tra le fila dei Xeneizes ha figurato per diversi campionati Maradona.