Villa Migone e palazzi dei Rolli

Villa Migone e' un luogo storico. Qui è stata firmata la resa dei tedeschi ai partigiani (Genova e' medaglia d'ora della resistenza). Qui ha vissuto Giuseppe Verdi e vi è ancora il suo pianoforte. Villa Migone fa parte del circuito dei Palazzi dei Rolli, Palazzi del periodo rinascimentale quando Genova era il centro finanziario d'Europa. Per il turista attento alla cultura è possibile pernottare a Villa Migone.


Post 8 novembre 2017

Il Palazzo Reale di Genova risale al XVII secolo grazie alla potente famiglia dei Balbi e successivamente a quella dei Durazzo. Nell'800 fu venduto a casa Savoia che lo adibi' a residenza ufficiale del re. Nel 1919 passo' al Demanio.
Il passaggio da una salone all'altro oggi fa immaginare le meravigliose feste che si svolsero nei secoli tra queste mura. Da non perdere: la Sala del Trono e la Galleria degli Specchi, ispirata a Versailles. Si parla di oltre 200 dipinti esposti: dal Tintoretto al Van Dyck. Notevoli anche i giardini, un tempo collegati direttamente con l'imbarcadero del porto, attraverso Ponte Reale, abbattuto negli anni '60 per far spazio alla Sopraelevata.



Post 18 ottobre 2017

Il Palazzo Reale di Genova risale al XVII secolo grazie alla potente famiglia dei Balbi e successivamente a quella dei Durazzo. Nell'800 fu venduto a casa Savoia che lo adibi' a residenza ufficiale del re. Nel 1919 passo' al Demanio.
Il passaggio da una salone all'altro oggi fa immaginare le meravigliose feste che si svolsero nei secoli tra queste mura. Da non perdere: la Sala del Trono e la Galleria degli Specchi, ispirata a Versailles. Si parla di oltre 200 dipinti esposti: dal Tintoretto al Van Dyck. Notevoli anche i giardini, un tempo collegati direttamente con l'imbarcadero del porto, attraverso Ponte Reale, abbattuto negli anni '60 per far spazio alla Sopraelevata.



Post 14 ottobre 2017

Nel 1601 Barnaba Cigala pubblica un poemetto celebrativo per l'elezione dogale di Agostino Doria, sperando di ripetere il successo conseguito qualche anno prima con la composizione dedicata ad Antonio Cebà. Il testo risente di una certa stanchezza rispetto a quello precedente, ma è comunque un documento interessante, tra l'altro, per i riferimenti concreti al riassetto urbanistico in corso e al completamento delle "Strade Nuove", in particolare alla costruzione dei palazzi di Via Balbi, alla quale si riferisce tra gli altri, se non vado errato, il brano qui sotto. Offro così un piccolo contributo, penso poco conosciuto, alle giornate dei Palazzi dei Rolli, che dedico all'impegno di Giacomo Montanari per la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico genovese :-)


Ro bon mercao, e inseme l' abondantia
Se ne verran a Zena a stà de stantia
E porteran sustantia

E perchè a posse largamente intrà
Da ra marinna a Banchi za ra strà
Se vè tutt' allargà.

Ma besogna allargara verso terra,
E vegne poscia roba in questa terra
De ver mà e de ver terra.

Da ra porta se pò de San Thomao
Fà ra strà per Breghèra a ro Guastao,
Come za s' è disegnao.

Commodamente se ghe chianterà
Palazzi con giardin de sà e de là
Che ro sito ghe sarà.

Cinquanta parmi larga a se pò fà
Se un l' atro ro palazzi in quella strà
No se den ro sò levà;

E tanto chiù che a ra so gran longhezza
Per daghe compimento de bellezza
No conven menò larghezza,

Che a ra longhezza dandoghe ra tara
Pa che men larga ne convegne fara
Dra Chiassa dri Cigara.

Così l' un l' atro no se investiràn
Si come in ro Carroggio de Prè fan
I homi, e donne che ghe van,

Perché l' è streito, e voi si ghe pigiè
Se no sei lesto quando ghe passè
De i urti e dre spallè.

"...I buoni traffici, e con essi l'abbondanza / verranno a installarsi a Genova / portandovi ricchezza // e perché questa possa avere accesso [alla città] / la strada dalla Marina a Banchi / si sta allargando. // Ma bisogna allargarla verso terra, / così che le merci in questa città vengano / dal mare verso terra. // Dalla porta di San Tomaso si può / fare la strada che attraversi Breghera (?) e il Vastato, così come è già stato progettato. / Facilmente vi si eleveranno / palazzi con giardini ai due lati / perché vi sarà sufficiente spazio. // La si può fare larga cinquanta palmi / in modo che in quella strada / i palazzi non si nascondano reciprocamente il sole; // tanto più che alla sua lunghezza, / per completarne la bellezza / non conviene minore larghezza, / che, se non fosse così lunga / tanto varrebbe farla meno larga / di Piazza Cicala. // Così non capiterà che si scontrino tra loro / come succede nel vicolo di Prè / gli uomini e le donne che ci passano, / perché quello è stretto, e voi ci prendete, / se non state attento quando ci passate, / gran spintoni e spallate".



Post 25 aprile 2017

"A wonderful job" (uno splendidolavoro). Così gli ufficiali delle  Missioni Alleate, presenti nella 

VI zona di Genova e partecipanti in prima persona alle vicende di guerra, definirono l’insurrezione e la Liberazione di Genova dai nazifascisti che si arresero ai partigiani. A formulare tale definizione fu tra gli altri, il Magg. Basil Davidson, componente essenziale quale agente del SOE ed ottimo ufficiale di collegamento e di supporto alle formazioni partigiane operanti in Genova e nella Liguria retrostante. Fu talmente apprezzata la sua collaborazione che il Comune di Genova, dopo la Liberazione, gli conferì la cittadinanza onoraria. Un apporto generoso nella resa del Gen. Gunther Meinhold (che si rifiuto di eseguire l'ordine ricevuto da Hitler di far saltare il porto di Genova) e dei suoi soldati ai partigiani, fu quello espletato dalla Curia genovese. Il Cardinale Boetto si adoperò per una soluzione negoziale tendente alla resa delle truppe naziste senza spargimento di sangue. L'atto finale della resa si svolse a Villa Migone.

Tra i firmatari dell'atto di resa tedesca Giovanni Savoretti, il nonno partigiano del cantante Jack Savoretti, venuto il 24 aprile appositamente a Genova, a Villa Migone, dove ha incontrato il nipote del Gen. Meinhold. Una celebrazione ricca di storia e di umanità. Una pagina di civiltà.



Post 30 marzo 2017

 

I Rolli di Genova , al tempo dell'antica Repubblica, erano le liste delle dimore eccellenti che ospitavano – sulla base di un sorteggio pubblico – le alte personalità in transito per visite di stato. Questi palazzi costituiscono ancora oggi una precisa e documentata testimonianza di quella che fu la Genova del "Secolo d'oro". Il periodo in cui Genova era cuore finanziario d'Europa e crocevia di principi e sovrani.



Post 19 febbraio 2017

 

Villa Migone nei secoli ha ospitato diversi musicisti nelle sue stanze: ha la musica nel suo DNA! Ecco perché ha voluto fare da cornice al lancio del nuovo video dei genovesi Gnu Quartet, gruppo di talento del panorama italiano. Sentite un po'...

 



Post 13 febbraio 2017

Un romanzo avvincente sullo sfondo di una storia d'amore intensa tra i genitori del protagonista (autore libro) tra i bombardamenti di una Genova occupata nel 1944: ecco la sintesi de "La busta gialla" del giornalista genovese Marco Francalanci. Anche Villa Migone compare tra i luoghi simbolo del libro per una storia personale (vera) che si intreccia con quella di una città ferita, ma con la voglia di ripartire (courtesy of Rolando Giambelli).

 



Post 5 febbraio 2017

Ai tempi dell’antica Repubblica genovese (XVI secolo), le liste dei palazzi delle famiglie nobiliari che ambivano a ospitare le alte personalità in transito per visite di stato si chiamavano “Rolli”. Nel 2006 42 palazzi - dei 114 originari - furono dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Genova fu una vera “corte diffusa” che nel Siglo de oro ospitò teste coronate, ambasciatori e personaggi in vista da tutto il mondo allora conosciuto. Il nostro sogno è lavorare tutti assieme per riportarla al suo splendore di capitale culturale!

 



Post 30 gennaio 2017

Un piccolo gioiello nascosto nella città di Genova da riscoprire è Villa Migone, dimora storica privata nota per la firma della resa delle truppe tedesche ai Partigiani. Il capoluogo ligure infatti si è liberato da solo, senza l'intervento degli Alleati.Un punto d'orgoglio per tutti i Genovesi!